Archiviazioni mensili: Dicembre 2007

Orario:
8.00-8.40
8.40-9.20

1° intervallo di 20 minuti

9.40-10.20
10.20-11.00

2° intervallo di 20 minuti

11.20-12.00
12.00-12.40
12.40-13.20

Ai servizi si accede esclusivamente durante i due intervalli, evitando così perdite di tempo e distrazioni inutili.

Sarebbe una pazzia?

Secondo me no. Ricordiamoci che stiamo parlando di classi formate da 10 ragazzi, e quindi di situazioni che permetterebbero una gestione migliore delle lezioni.

Certo, sulla carta. De facto non lo sapremo mai.

Alle prime ore (mantengo il termine per comodità) l’insegnante entra in classe con più entusiasmo, gli studenti sono più tranquilli perchè hanno capito che la durata della lezione richiede loro meno energia ma garantisce risultati migliori, e perchè sanno che più tardi li attendono due intervalli.

 

Ho insegnato in scuole dove l’ora di lezione durava 60 minuti, in altre 55, in altre ancora 50.

Sappiamo bene che i minuti effettivi in cui effettivamente avviene uno scambio di informazioni efficace sono molti meno.

I motivi possono essere vari:

  • la lezione successiva inizia sempre con 5/10 minuti di ritardo

  • la soglia temporale massima di attenzione proficua di un individuo non supera i 20/30 minuti

  • figuriamoci quando gli scalmanati in classe sono 25

  • sia i ragazzi sia l’insegnante hanno le pile scariche (ed è più che comprensibile)

Io non possiedo soluzioni, ma idee, e probabilmente irrealizzabili.

  1. classi formate da 10 studenti = maggior disciplina; ciò permetterebbe un maggior controllo didattico con conseguente miglioramento dell’impegno e del profitto, minori fonti di distrazione

  2. lezioni di 40 minuti = maggior concentrazione e attenzione; possono sembrare pochi, ma non lo sono all’interno di questo quadro rivoluzionario, basterebbe soddisfare tutti e sei i punti

  3. incremento orario delle materie considerate erroneamente ancora oggi minori, utilizzando il tempo guadagnato con la riduzione dei minuti = le varie materie non costituiscono il fine, ma il mezzo indispensabile per la formazione e la crescita dell’individuo; tutte indistintamente, e altre che potrebbero essere introdotte (vediamo in seguito).

  4. due intervalli da 20 minuti ciascuno = si accede ai servizi esclusivamente in questi due lassi di tempo

  5. orari sfasati per garantire l’assenza di momenti vuoti nel cambio d’ora = difficile da gestire e organizzare, vedremo

  6. non si è mai considerata la valenza del canto corale, o pratica corale.

Via con i dettagli.

 

Mi chiedo spesso cosa non va nella scuola e perchè non funziona.

Insegno sostegno, mi ingegno e mi impegno, e mi prendo le mie belle soddisfazioni. Tre in particolare:

  • essere considerato dai ragazzi uno di loro
  • ricevere sorrisi e fiducia in cambio di fiducia e sorrisi
  • essere ascoltato perchè li ascolto, molto

E qui cominciano i problemi.

Qui entrano in gioco le diverse metodologie e strategie d’insegnamento che ogni docente adotta, attuazioni che in questi anni non ho praticamente mai condiviso se non con qualche collega di sostegno e pochi altri.

Non ho mai riscontrato unità d’intenti all’interno di un Consiglio di classe, pochi hanno capito che il tutto è più della somma delle parti.

Così i ragazzi vengono inquadrati e classificati da un insegnante così come appaiono nelle sue ore di lezione.

Mai pensato che l’alunno Tizio ha un’età che gli consente di analizzare e sintetizzare, trarre conclusioni, per quanto giuste o sbagliate, e che gli da comunque il diritto di preferire la faccia del prof. di matematica piuttosto che quella della prof. di italiano?

E di comportarsi di conseguenza?

Nella mia materia Tizio va bene, è da distinto, e si comporta sempre in modo corretto, segue le lezioni…

Classificazione: angioletto

 

Strano, nella mia materia non studia, disturba le mie lezioni, chiacchera, fa il pagliaccio, non ci arriva…

Classificazione: irrecuperabile

 

E adesso che si fa? Come lo si valuta Tizio?

E’ tutto sbagliato, l’impostazione didattica, la suddivisione oraria, l’eccessiva disomogeneità del corpo insegnante, le perdite di tempo al cambio dell’ora, il regolamento scolastico interno che raramente viene rispettato, le nuove suonerie dei cellulari dei ragazzi che squillano a frequenze molto alte in modo da non essere percepite dall’insegnante over 35/40 il cui sistema uditivo comincia a perdere colpi data l’età, l’aula di informatica non sempre attrezzata, non parliamo delle norme di sicurezza, potrei continuare ma mi è passata la voglia,…

In tutto questo bailamme ci rimettono la scuola come istituzione, gli studenti e gli insegnanti stessi. Non mi sembra poco.

Già i pochi geni nostrani emigrano all’estero, cominciamo a preoccuparci di offrire una base culturale solida per formare quelli che potrebbero diventarlo un domani.

Esisteranno già blog e forum che trattano di due tra le attività più stressanti che riguardano la vita quotidiana di chi frequenta la scuola dell’obbligo per istruirsi e per istruire.

E siamo onesti, spesso gli uni non sopportano gli altri. E lo capisco.

Io insegno, anzi, ormai dovrei dire che tratto e contratto con i ragazzi delle medie da 11 anni. Come precario.

Non sarà moltissimo, ma come tale ho conosciuto 11 dirigenti scolastici, qualche centinaio di colleghi e un migliaio di studenti diversi. Ogni anno sempre volti nuovi, personalità varie, situazioni allucinanti.

Non mi sono mai annoiato, ho visto cose che voi di ruolo non potete nemmeno immaginare…

Scherzo; un insegnante, di ruolo o supplente temporaneo che sia, ha comunque vissuto sulla propria pelle il disagio di una scuola media che talvolta porta alla saturazione, allo sconforto e a qualche raro momento di gratificazione sia noi che gli studenti.

Avrei parecchie considerazioni a riguardo, un pò alla volta.

Perchè secondo me così non può più funzionare.